Mevya 44 è una distribuzione desktop mutabile basata su Fedora 44, con una sessione Wayland leggera e coerente costruita su labwc e DankMaterialShell (DMS). Include Anaconda per l’installazione, DNF5 e Flatpak con Flathub, oltre a Nautilus, Ptyxis, gestione energetica, supporto multimedia e tiling manuale reversibile.
| Area | Stato |
|---|---|
| Desktop | labwc + DMS integrati, con tema Material per GTK e Qt |
| Installer | Anaconda live con lingua e tastiera configurabili; profilo Mevya con Btrfs predefinito e GRUB UEFI/BIOS |
| Branding | Mevya 44 su sistema, GRUB e Plymouth |
| Multimedia | Codec, GStreamer, PipeWire e accelerazione hardware inclusi |
| Hardware | Firmware, driver Mesa, moduli kernel extra e strumenti per periferiche |
| Aggiornamenti firmware | fwupd con supporto EFI per gli aggiornamenti UEFI |
| Build | Kickstart e workflow GitHub Actions pronti per la compose |
- labwc come compositor/window manager Wayland e DMS per pannello, launcher, notifiche, calendario e impostazioni;
- due spazi di lavoro globali, gestiti da DMS e labwc;
- DankBar preconfigurata con launcher applicazioni, workspace switcher, running apps e focused window nella sezione sinistra;
- greetd con
dms-greeterper il login; - labwc attiva
labwc-session.targetall'avvio, così DMS e xdg-desktop-portal seguono correttamente il ciclo della sessione grafica; - Ptyxis come terminale predefinito, con profilo “Mevya Material”, JetBrains Mono, palette Material 3 chiara/scura, bell disattivato e scrollback limitato;
- il launcher desktop di Ptyxis usa lo stesso percorso del menu contestuale
(
ptyxis --new-window), evitando l’attivazione D-Bus separata; - Nautilus come file manager, con GVfs, SMB, MTP, associazioni XDG e “Apri nel terminale” configurato per Ptyxis;
- il click destro sull’area vuota del desktop apre il launcher applicazioni di DMS direttamente nella vista delle app, invece del menu root predefinito di labwc;
- xdg-user-dirs crea le cartelle standard (Documenti, Scaricati e Immagini) usando la lingua selezionata;
- Qt6ct, GTK/libadwaita e
adw-gtk3-themeconfigurati per seguire la palette DMS/Matugen e mantenere coerenti modalità chiara e scura; - decorazioni labwc disattivate sulle finestre frame di DMS, titlebar Material per le finestre normali, popup e dialoghi centrati, e PiP di Firefox sempre sopra le finestre normali;
- Kanshi e wlr-randr per monitor e docking, portali XDG per screenshot e condivisione schermo, e livelli labwc dedicati a barra, popup, OSD e notifiche;
- aggiornamenti DMS tramite backend nativo DNF5 e Flatpak; remote di sistema Flatpak impostato su Flathub;
- gestione di lock, idle e sospensione tramite DMS/loginctl, con aggiornamento sincronizzazione GTK4/libadwaita al cambio e all'avvio della sessione;
- DMS verifica lo stato reale del servizio prima di avviare clipboard e fallback; se il servizio principale fallisce, viene fermato e viene attivato il fallback;
- servizi Mevya con preset systemd espliciti, limiti di restart e hardening conservativo; le integrazioni opzionali non bloccano la sessione grafica;
- font Noto, JetBrains Mono, Cascadia Code NF e Material Symbols; zram,
systemd-oomd,power-profiles-daemone preset labwc performance/power-saver; - clipboard, fallback e log DMS, splash screen Plymouth e integrazione per l’uso in VirtualBox;
- rilevamento automatico di VirtualBox: DMS/Quickshell usa il renderer Qt Quick software nella VM per evitare incompatibilità VMSVGA 3D, senza modificare il percorso grafico dei sistemi fisici.
Super+1/2: passa al workspace;Super+Shift+1/2: sposta la finestra nel workspace;Super+frecce: affianca la finestra in modalità 50/50;Super+Shift+frecce: sposta la finestra tra le regioni;Super+Ctrl+1/2/3: regioni thirds;Super+Ctrl+4..7: quattro quadranti;Super+U: torna al comportamento flottante;Super+Tab/Super+Shift+Tab: cambia finestra con OSD labwc.
La modalità tiling è manuale e reversibile: labwc resta un ambiente flottante, senza diventare un window manager tiling automatico.
La ISO include la base di librerie e codec per riproduzione, registrazione e
accelerazione hardware: FFmpeg Fedora, libavcodec-freeworld, codec RPM
Fusion, GStreamer base/good/bad/ugly/libav, OpenH264, PipeWire, H.264, H.265,
x265, AV1, VP8/VP9, Opus, LAME, fdk-aac-free, libcamera, VA-API, Mesa,
driver Intel, header NVIDIA NVENC e ffmpegthumbnailer.
Sono inclusi anche WirePlumber, Bluetooth aptX e PackageKit GStreamer.
La libreria proprietaria libdvdcss non è inclusa nella ISO base.
VLC, MPV, OBS, Steam, Blender e Kdenlive restano installabili dall’utente e
non fanno parte della base; Firefox è incluso per il frontend Web UI di
Anaconda nella sessione live.
L'audio usa PipeWire e WirePlumber come server e session manager, con il bridge pipewire-alsa per le applicazioni ALSA. Sono inclusi i firmware audio SOF, Intel e Cirrus, oltre al firmware ALSA per hardware compatibile, così da coprire meglio i laptop moderni e le schede audio specialistiche.
NetworkManager è incluso esplicitamente con i plugin Wi-Fi, Bluetooth e WWAN, oltre alla TUI e a nm-connection-editor per la configurazione manuale delle connessioni. In questo modo la live e il sistema installato non dipendono solo da dipendenze indirette di Anaconda o del desktop per la gestione della rete.
Sono inclusi anche i firmware Wi-Fi separati per Intel MVM, Atheros, Broadcom/Cypress e Realtek, così da coprire meglio i chipset che Fedora distribuisce fuori dal pacchetto firmware generico.
La base hardware segue il modello Fedora: kernel, moduli extra e firmware
Linux vengono accompagnati dalla pila Mesa completa per grafica DRI, Vulkan e
VDPAU. Sono inclusi firmware AMD per GPU e microcode CPU, firmware GPU Intel e
fwupd-efi per gli aggiornamenti firmware UEFI compatibili con fwupd.
Il manifest include inoltre:
- gestione di dischi rimovibili, batterie, profili energetici e dispositivi
Thunderbolt tramite
udisks2,upower,power-profiles-daemonebolt; - strumenti hardware di base e diagnostica locale tramite
v4l-utils,lm_sensorsekernel-tools; gli strumenti diagnostici avanzati sono pianificati nel profilo hardware Mevya; - stampa USB moderna con
ipp-usb, scanner SANE, Bluetooth e sensori laptop; - lettori d’impronte tramite
fprintde modem WWAN tramiteModemManager; - supporto per ospiti VirtualBox tramite
virtualbox-guest-additions.
Per i laptop sono inclusi anche thermald, che gestisce dinamicamente la temperatura e il throttling soprattutto su piattaforme Intel, e usb_modeswitch per modem e dispositivi USB che devono passare dalla modalità storage a quella operativa.
I driver NVIDIA proprietari non sono incorporati nella ISO: l’immagine usa la base Fedora con Nouveau/Mesa e può essere estesa in seguito con i pacchetti RPM Fusion appropriati per il modello installato.
Il Kickstart usa Fedora, RPM Fusion free/nonfree e i COPR necessari per DMS, DankLinux e Nautilus Open Any Terminal. I COPR fondamentali sono abilitati in modo bloccante: se non sono raggiungibili o coerenti con Fedora 44, la compose fallisce invece di generare una ISO incompleta.
DNF5 è configurato con 10 download paralleli e fastestmirror; mantiene
le conferme esplicite e non conserva la cache RPM (defaultyes=False, keepcache=False). Flatpak usa il remote di sistema Flathub; il remote Fedora viene
rimosso durante la preparazione dell’immagine.
Il plugin Dank Software Depot non viene installato nella sessione live: il manifest mantiene soltanto il runtime Python/GObject e libdnf5 necessario al sistema installato, insieme ai dati AppStream e al supporto per le miniature video. Dopo l’installazione, mevya-firstboot-network scarica il commit upstream fissato e abilita il plugin con DMS quando la rete è disponibile. Gli hook DMS non modificano la configurazione della live; il progetto upstream resta separato e aggiornabile indipendentemente dalla distribuzione.
- Anaconda usa la geolocalizzazione Fedora per proporre lingua e fuso orario;
se non disponibile, usa inglese (en_US.UTF-8) e tastiera US, sempre modificabili;
sono disponibili tutti i locale tramite
glibc-all-langpacks; Il manifest include inoltre esplicitamenteanaconda-webui,python3-langtableexkeyboard-config; la schermata lingua non è forzata a un singolo locale e va verificata nella ISO aggiornata. - lingua, layout tastiera e opzioni XKB scelti in Anaconda vengono propagati al sistema installato, a DMS, GTK, Qt e labwc;
- il profilo Anaconda Mevya eredita quello Fedora e usa Btrfs con compressione zstd come schema automatico; il partizionamento manuale resta disponibile;
- il profilo Anaconda Mevya viene selezionato esplicitamente dagli argomenti di boot della live e abilita automaticamente la prima rete cablata disponibile, come Fedora Workstation;
- la live avvia automaticamente labwc/DMS tramite greetd e
dbus-run-session; - l’autologin è attivo solo nella live. Nel sistema installato viene applicato solo se selezionato dall’utente in Anaconda;
- l’utente tecnico live
mevyaviene rimosso al primo avvio del sistema installato; l’accesso normale passa dal greeter; - AccountsService assegna un avatar Mevya predefinito solo agli utenti senza immagine personale,
usando
/usr/share/pixmaps/mevya-avatar.svg; le immagini personalizzate restano intatte; - l’opzione “Installa Mevya” resta nella live e viene rimossa dal sistema installato insieme al launcher e alla regola polkit esclusivi della live;
- in caso di uscita o errore dell’installer, il launcher raccoglie automaticamente i log Anaconda, Kickstart e journal in /var/tmp/mevya-installer-logs//; i file temporanei restano disponibili anche in /tmp/ durante la sessione;
- dalla live
liveinstviene avviato direttamente tramite il launcher Fedora, che gestisce escalation dei privilegi e ambiente Wayland senza il wrapper di focus precedente; mevya-firstbootesegue solo la preparazione locale e non blocca il login;- nella live mevya-firstboot-network configura solo le integrazioni necessarie alla live e salta Dank Software Depot; nel sistema installato configura Flathub e Depot in modo asincrono e idempotente, ritentando al boot successivo se la rete non è disponibile;
- l'account tecnico viene mantenuto nella live e rimosso solo dal sistema installato;
- hostname predefinito:
mevya; nella WebUI Anaconda di Fedora 44 il campo non è ancora esposto durante una live installation; /etc/os-release, GRUB e Plymouth riportano il branding Mevya 44;- l'account tecnico live
mevyaè bloccato e non ha una password predefinita; viene usato solo per l'autologin della live.
packages/mevya-live.packages: manifest dei pacchetti;kickstarts/mevya-live.ks.in: template Kickstart;system_files/: configurazioni della live e del sistema installato;system_files/etc/dms/mevya-dms-environment: ambiente DMS condiviso;system_files/usr/share/applications/org.gnome.Ptyxis.desktop: override Mevya del launcher Ptyxis;scripts/render-kickstart.sh: genera il Kickstart completo;scripts/validate-project.sh: verifica script, configurazioni, manifest e Kickstart renderizzato;scripts/build-iso.sh: prepara o compone localmente la ISO;.github/workflows/build.yml: workflow GitHub Actions della ISO.
La validazione controlla sintassi Bash, YAML, JSON e XML, Kickstart renderizzato,
sezioni %packages/%post, manifest, configurazioni e pacchetti esclusi. Esegue
ksvalidator quando disponibile; la CI mantiene il controllo Kickstart bloccante.
compose usa Fedora 44 e viene eseguita in un container Fedora privilegiato su
GitHub Actions; genera ISO e checksum come artifact.
Il renderer Kickstart normalizza i terminatori CRLF, così la preparazione della live resta coerente anche quando il workspace viene usato da Windows.
Per generare e controllare il Kickstart:
./scripts/render-kickstart.sh
./scripts/validate-project.shLa build locale richiede Fedora con Lorax:
BUILD=1 ./scripts/build-iso.shLa ISO viene salvata in release/. Compose precedenti hanno già generato ISO, checksum e artifact; ogni modifica successiva va comunque ricostruita e verificata. La build GitHub Actions è manuale:
Actions > Build Mevya 44 ISO > Run workflow.
La configurazione è presente nel repository, ma deve ancora essere verificata su una ISO aggiornata nei casi seguenti:
- click destro sul desktop e apertura del launcher DMS nella vista applicazioni;
- apertura di Ptyxis dal launcher e dal menu contestuale con tema coerente;
- avvio di “Installa Mevya 44” e apertura corretta di Anaconda;
- visualizzazione della schermata lingua di Anaconda con più lingue selezionabili e cambio del locale prima dell'installazione;
- creazione delle directory utente nella live e mantenimento dell’account live;
- assenza del Depot nella live e installazione o retry al primo avvio del sistema installato;
- installazione completa e primo avvio del sistema, inclusi audio, video,
- accesso al greeter DMS e avvio di labwc nel sistema installato dopo la rimozione della sessione live;
- copia/incolla bidirezionale di testo tra host Windows e guest Mevya nella live e dopo l'installazione; monitor, firmware, VirtualBox e rimozione dell’account tecnico.
Mevya 44 resta sperimentale finché la ISO non viene verificata con boot live, installazione, labwc/DMS, Anaconda, Nautilus, Ptyxis, audio/video, monitor e VirtualBox.