Registratore audio e video programmato, per Raspberry Pi. Registra flussi in diretta secondo un palinsesto, permette di marcare gli istanti interessanti mentre vanno in onda, e ne estrae automaticamente le clip.
Pensato per una radio o una piccola produzione: una macchina accesa in un angolo che registra da sola, giorno dopo giorno, e a cui si chiede conto dal browser. Nessun servizio cloud, nessuna porta aperta verso Internet, nessun abbonamento.
Stato: in lavorazione (
0.3.0, tre fasi su sei). Da questa versione Fluxus si installa con un comando, e si può installare due volte sulla stessa macchina senza che le due copie si tocchino. Quel che manca per la 1.0 sta nella roadmap: configurazione della rete dal browser, procedura guidata al primo accesso, immagine SD pronta.Fatto finora: percorsi, nomi e utente di sistema non sono più scritti nel codice ma vengono da un file di configurazione, uno per installazione; l'interfaccia non chiede più niente a Internet, perché la macchina che va configurata è proprio quella che una connessione non ce l'ha ancora; e c'è l'installer, con il comando
fluxusper governare ciò che ha installato.
- Registrazione programmata: palinsesti settimanali con slot di durata arbitraria, anche segmentati in file da N minuti.
- Sorgenti audio e video: HTTP, RTMP, RTSP, SRT, webcam locali (v4l2), e ricezione di push RTMP da un encoder esterno (OBS, Wirecast, telecamere).
- Marker e cue in diretta: un pulsante mentre la trasmissione è in onda. I marker segnano un istante; i cue fanno estrarre da soli una clip che comincia prima del click (perché ci si accorge sempre dopo che valeva la pena).
- Marker anche da fuori casa, tramite un relay esterno opzionale: la macchina non riceve mai connessioni in ingresso, è lei a chiedere.
- Archiviazione su più dischi: destinazioni distinte per audio e video, e dischi USB abilitabili dal browser.
- Resiliente per costruzione: riprende da sola se lo stream cade, se ne accorge se si congela, non perde ciò che ha già scritto.
In arrivo (2.0, vedi roadmap): una sezione
EDIT unica per ritagliare clip da cue, segmenti e file audio unici, con editor
a forma d'onda direttamente dal browser.
- Raspberry Pi 5 (consigliato), Pi 4 o Pi 3 — oppure un qualsiasi PC o mini-PC x86-64.
- Raspberry Pi OS Bookworm (64 bit) o Debian 12 / Ubuntu 22.04+.
- nginx, PHP 8.2, SQLite, ffmpeg, systemd.
- Spazio disco proporzionato: il video in copia diretta pesa circa 2 GB/ora, ricodificato da 0,16 a 0,92 GB/ora a seconda del profilo scelto.
/proc, i
dischi passano da /proc/mounts e /etc/fstab, le webcam da v4l2. Su macOS e
Windows non esiste nulla di tutto questo. Da quelle macchine si usa il browser
per raggiungere il Pi, che è poi il modo normale di lavorarci.
Da una copia del sorgente, sulla macchina che dovrà registrare:
sudo ./install.shInstalla dipendenze, cartelle, applicazione, servizi, permessi, server web e server RTMP, prepara il database e finisce stampando l'indirizzo a cui collegarsi. Funziona sia in un terminale con monitor sia via SSH su una macchina senza schermo; se un terminale non c'è — dentro uno script, in una pipe — non fa domande e prosegue con i valori predefiniti.
Prima di fidarsi, sudo ./install.sh --dry-run mostra ogni singola azione senza
compierne nessuna.
Un'installazione di prova accanto a una già in servizio si fa dandole un nome:
sudo ./install.sh --instance fluxus-devDa lì in poi la si governa con il comando fluxus:
sudo fluxus status # come sta
sudo fluxus update # riaggiorna dal sorgente
sudo fluxus backup # database, configurazione e segreti
sudo fluxus logs -f # cosa sta succedendo
sudo fluxus uninstall # via tutto, i dati restanoCon più installazioni sulla stessa macchina, fluxus list le elenca e
--instance <nome> sceglie su quale lavorare. Le opzioni complete: --help su
entrambi i comandi.
| Manuale d'uso | per chi lo usa tutti i giorni |
| Architettura | com'è fatto: schema dati, script, servizi |
| Note tecniche | perché è fatto così: misure sul campo, vincoli critici, strade già provate e scartate |
| Roadmap | cosa manca per arrivare alla 1.0 |
| Changelog | storia delle versioni |
Chi mette le mani nel codice legga le note tecniche prima di toccare la registrazione, l'estrazione delle clip o l'archiviazione: i vincoli elencati in fondo a quel documento nascono da guasti reali, e più d'uno è costato registrazioni perdute.
install.sh installer: installa e aggiorna un'istanza
app/ applicazione web PHP
scripts/ registrazione, estrazione clip, retention, anteprima
bin/ comandi di sistema: il comando 'fluxus' e lo script privilegiato
systemd/ modelli dei servizi periodici e del server RTMP
nginx/ modello della configurazione del server web
config/ modelli dei file di configurazione
packaging/ aggiornamento delle dipendenze dell'interfaccia
docs/ documentazione
VERSION unica fonte del numero di versione
Fluxus — registratore audio e video programmato per Raspberry Pi. Copyright © 2026 Fabio Ranfi.
Distribuito secondo i termini della GNU Affero General Public License v3.0 (o, a scelta di chi lo usa, una versione successiva) — testo completo in LICENSE. In breve: si può usare, modificare e ridistribuire liberamente; chi fa girare una versione modificata come servizio raggiungibile in rete deve mettere a disposizione di chi lo usa il codice sorgente di quella versione, comprese le modifiche.
Le dipendenze dell'interfaccia in app/assets/vendor/ (UIkit, hls.js,
wavesurfer.js, il font Recursive) restano ciascuna con la propria licenza
originale — MIT, Apache-2.0, BSD-3-Clause, OFL-1.1 — elencate in
app/assets/vendor/LICENSES/; non fanno parte del
codice di Fluxus e non passano sotto l'AGPL.